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La berberina per il diabete – Rappresenta un’alternativa naturale rispetto alla metformina?

Scritto da Tom Von Deck
Il crespino è una fonte naturale di berberina

L’incidenza degli episodi di resistenza all’insulina, dell’obesità e di altre patologie metaboliche ha raggiunto dimensioni preoccupanti nelle nazioni industrializzate Il più popolare medicinale in uso per l’abbassamento del glucosio si chiama metformina. Essa può causare alcuni effetti collaterali, alcuni dei quali potenzialmente molto pericolosi (1).

La berberina è un composto vegetale che ha ottenuto la reputazione di alternativa naturale alla metformina. Questo perché può aiutare il corpo a ridurre lo zucchero nel sangue in più modi e con relativamente pochi effetti collaterali.

Qui esamineremo qualcuno dei benefici della berberina e vedremo dove è più efficace in termini di capacità di ridurre gli zuccheri nel sangue, di migliorare il metabolismo e di svolgere le sue altre attività in vari sistemi del corpo. Ci abbiamo pensato noi a leggere, studiare e confrontare innumerevoli studi scientifici, in modo che non tocchi a te farlo.

Cos’è la berberina e da dove viene?

La berberina è un fitonutriente e un alcaloide che si trova in molte piante, tra le quali l’idraste, il crespino, il phellodendron, il coptide, la maonia e l’albero della curcuma (2).

La medicina cinese e quella ayurvedica conoscono sin dai tempi antichi i benefici della berberina, compresa la sua capacità di ridurre gli zuccheri nel sangue. Tradizionalmente, è stata utilizzata per curare infiammazioni, infezioni, parassiti, ferite, ulcere alla pelle e allo stomaco, indigestioni, emorroidi e diarrea in più parti del mondo. La diffusione del diabete è relativamente recente nella storia dell’umanità, ecco perché nell’antichità non era tra le malattie considerate trattabili con questa sostanza. (3)(4)

Quali sono i benefici della berberina?

La berberina può aiutare a far perdere peso?

Abbassa gli zuccheri nel sangue e migliora la sensibilità all’insulina

La berberina abbassa il glucosio nel sangue tanto quanto i comuni medicinali utilizzati per questo scopo. La berberina riesce in questo compito in svariati modi.

Supporta la produzione di insulina nel pancreas

Uno studio del 2012 ha evidenziato la capacità della berberina di diminuire il glucosio e l’insulina nel sangue degli esseri umani e degli animali, e di rafforzare la sensibilità all’insulina. (4)

I ricercatori hanno spiegato uno dei meccanismi che stanno dietro a questi benefici: la regolazione e la riparazione delle isole pancreatiche. Le isole sono gruppi di cellule nel pancreas che producono gli ormoni. Uno di questi ormoni è l’insulina, che consente alle cellule di assorbire il glucosio e di usarlo per la produzione di energia.

“Questi risultati indicano che la berberina può fornire una regolazione bidirezionale nelle isole pancreatiche. Nel classico diabete di tipo 2 con significativa resistenza all’insulina, la berberina ha abbassato i livelli di insulina nel sangue attraverso l’incremento della sensibilità all’insulina stessa. Tuttavia, nel diabete di tipo 1 o nell’ultimo stadio del diabete di tipo 2 caratterizzato da una scarsa funzionalità delle cellule β, la berberina è stata in grado di incrementare la secrezione di insulina attraverso la riparazione delle isole danneggiate, cosa che potrebbe essere dovuta alle sue proprietà antiossidanti e di antiperossidante dei lipidi.”

Attiva l’enzima conosciuto come “interruttore metabolico principale”

Una delle capacità in grado di ridurre il glucosio della berberina risiede nella sua abilità di attivare la via di segnalazione della proteina chinasi adenosina monofosfato attivata (AMPK). L’AMPK è un enzima prodotto nel cervello, che ha guadagnato il soprannome di “interruttore metabolico principale” poiché gioca un ruolo importantissimo nel metabolismo dell’energia. I difetti nel funzionamento di questo enzima possono produrre obesità e altre disfunzioni metaboliche. La berberina aiuta ad attivare l’AMPK. Ciò consente al corpo di regolare il metabolismo del glucosio e dei grassi. (5)

Stimola gli enzimi che demoliscono il glucosio

Uno studio del 2014 ha cercato di capire se l’attivazione dell’AMPK fosse l’unico meccanismo attraverso il quale al berberina era in grado di abbassare gli zuccheri nel sangue e il risultato è stato che non è così. I ricercatori hanno fatto questa scoperta bloccando chimicamente l’attivazione dell’AMPK. I risultati hanno mostrato che anche quando l’AMPK era bloccato, la berberina continuava ad abbassare gli zuccheri nel sangue, e altrettanto faceva la metformina. Gli autori hanno concluso che la berberina e la metformina non solo attivano l’AMPK: esse promuovono inoltre il metabolismo del glucosio grazie alla stimolazione della glicolisi, che non è altro che la demolizione del glucosio da parte degli enzimi nel corpo. (6)

Riduce la demolizione di determinati carboidrati e amidi

La berberina è inoltre in grado di combattere il diabete perché funziona nello stesso modo dei farmaci inibitori dell’alfa-glucosidasi e dell’alfa-amilasi (ad es. il miglitol e l’acarbosio). Si tratta di medicinali che impediscono la digestione dei carboidrati e che riducono l’impatto dell’assunzione dei carboidrati sugli zuccheri nel sangue (7)(8). Nello specifico, questi farmaci inibiscono gli enzimi che demoliscono gli zuccheri e gli amidi. Forme naturali di queste sostanze, tra le quali la curcumina e la berberina, sono presenti nelle piante. (9)

Inoltre, tali medicinali abbassano il tasso di trasporto del glucosio attraverso lo strato epiteliale dell’intestino (lo strato di cellule tra l’intestino e lo stomaco dove il cibo viene assorbito nel corpo).

Previene la produzione di troppo glucosio da parte del fegato

Si è scoperto inoltre che la berberina inibisce la  gluconeogenesi, vale a dire la produzione di glucosio che avviene nel fegato. (10)

Supporta il metabolismo

Lo stesso meccanismo che consente alla berberina di controllare i livelli di zucchero nel sangue e la sensibilità all’insulina permette inoltre ha un effetto positivo sul metabolismo globale di carboidrati e grassi.

Se hai letto questo articolo dall’inizio, saprai che inibisce la produzione di glucosio nel fegato e la digestione del glucosio nello stomaco. Essa attiva l’enzima AMPK che regola il metabolismo degli zuccheri e dei grassi, e inoltre ripara e supporta le isole pancreatiche, quei gruppi di cellule nel pancreas che producono l’insulina.

Può favorire la perdita di peso

In uno studio, pazienti umani in sovrappeso hanno assunto 500 mg di berberina tre volte al giorno per 12 settimane, perdendo in in media 2,3 kg. Essi hanno inoltre perso più colesterolo e più trigliceridi di quelli che avrebbero perso utilizzando altri metodi per la perdita di peso. (11)

Un altro studio su soggetti affetti da sindrome metabolica ha portato ad una ancora maggiore perdita di peso nello stesso lasso di tempo. In tre mesi il loro indice di massa corporea (BMI) è sceso da una media di 31,5 a 27,4, facendoli così passare dalla categoria di obesi a quella di persone in sovrappeso. Questi pazienti hanno assunto 300 mg tre volte al giorno. La resistenza all’Insulina ha verosimilmente giocato un ruolo fondamentale per quanto riguarda la quantità di peso persa. (12)

Uno studio della durata di sei mesi sulla metformina e sulla perdita di peso ha monitorato 154 pazienti che hanno assunto fino a 500 mg due volte al giorno. Essi hanno perso un importante quantità di peso corporeo, specialmente quelli affetti da un’elevata resistenza all’insulina. I partecipanti ai quali non è stato somministrato il trattamento sono invece aumentati di peso. (13)

La berberina sfrutta molti meccanismi che aiutano a regolare il metabolismo e che causano la perdita di peso.

La berberina attiva l’AMPK che innesca la produzione di nuovi mitocondriL’AMPK scatena la produzione di nuovi mitocondri (nell’immagine)

Riduce le infiammazioni

Una rivista di studi del 2014 ha esaminato gli effetti antinfiammatori della berberina in soggetti affetti da disordini metabolici come il diabete, che è inoltre un disturbo di carattere infiammatorio. In questa analisi i ricercatori hanno notato un’ampia attività antiossidante e antinfiammatoria sia negli uomini che negli animali. (14)

Elimina batteri, virus e funghi

Molti studi scientifici rivelano la capacità della berberina di eliminare batteri, virus, funghi e parassiti. Sono troppi per citarli tutti qui; tuttavia, ecco i più rilevanti.

Uno studio del 2014 ha evidenziato la capacità della berberina di combattere lo sviluppo della candida, un’infezione fungina che inizia nel sistema digerente e può diffondersi in tutto il corpo. (15)

Uno studio del 2011 su dei roditori ha ridotto la mortalità del virus dell’influenza dal 90% al 55%. (21)

Nel 2005 dei ricercatori hanno scoperto che la berberina aiutava determinati antibiotici a combattere il batterio mortale dello staphylococcus aureus (MRSA) resistente alla meticillina-resistenti in una relazione sinergica rispetto ai gruppi di controllo. (16)

Velocizza la guarigione delle ferite

Gli effetti antibatterici e antinfiammatori della berberina possono aiutare a far guarire più velocemente le ferite.

Favorisce la salute cardiaca e abbassa il colesterolo

Alti livelli di zucchero e di trigliceridi nel sangue, e dannosi aumenti del colesterolo aumentano il rischio di malattie cardiache. La berberina riduce i valori di tutti i tre elementi di cui sopra e aumenta il livello del colesterolo sano. (17)

In uno studio a lungo termine pubblicato nel 2003, la berberina ha migliorato in modo significativo il tasso di sopravvivenza di pazienti che avevano sofferto in precedenza di insufficienza cardiaca. (18)

Riduce gli accumuli di grasso nel fegato

In un’analisi di studi scientifici del 2013 è stata esaminata la capacità della berberina di ridurre l’accumulo di grassi nel fegato. I ricercatori hanno confermato questa abilità e hanno suggerito ulteriori studi per determinare in che modo la berberina riesca a fare tutto ciò. (19)

Può migliorare l’umore

Uno studio del 2008 ha mostrato livelli aumentati di serotonina (19%), dopamina (52%) e norepinefrina (29%) nel cervello in topi ai quali da 15 giorni veniva somministrata della berberina. (20)

Nel 2019 dei ricercatori hanno esaminato alcuni studi esistenti, notando le numerose strategie attraverso le quali la berberina migliora l’umore, specialmente in pazienti affetti da disordini dell’umore. (22)

Promuove l’equilibrio dei batteri intestinali “buoni”

La berberina funziona contro il diabete riducendo i livelli di batteri cattivi nell’intestinoImmagine 3D dei batteri intestinali

Uno studio del 2010 su uomini adulti di tutte le età, peso e altezza ha collegato gli eccessi di determinati tipi di “batteri cattivi” nell’intestino con il diabete di tipo 2. (23)

In un’analisi del 2018 su studi esistenti, i ricercatori hanno segnalato molte connessioni tra i disturbi metabolici come il diabete e l’ecosistema dei batteri intestinali. Essi attribuiscono i livelli alti di diabete alla dieta moderna, ricca di carboidrati e di grassi da cibi industriali, e alla mancanza di fibre. I batteri salutari dell’intestino si cibano di fibre e creano catene brevi di acidi grassi (SCFA) che riducono l’infiammazione. Le persone con diabete hanno livelli bassi di batteri intestinali che creano SCFA. Tutti questi fattori, combinati con l’abuso di farmaci antibiotici, portano a più casi di diabete che nei precedenti periodi storici. (24)

Gli stessi ricercatori hanno inoltre notato che altre sostanze chimiche prodotte dai batteri buoni dell’intestino aiutano a prevenire i disturbi metabolici e supportano il sistema immunitario e gli organi in tutti i sistemi del corpo.

Stando ad uno studio cinese del 2011, la berberina che non viene assorbita e utilizzata dal corpo potrebbe essere in grado di sopprimere i batteri “cattivi” nell’intestino e inibire la loro riproduzione. Alcuni di questi ceppi di batteri aiutano a creare le condizioni per la formazione del diabete. Anche la berberina che viene assorbita può aiutare a sopprimere questi ceppi, ma gli scienziati stavano principalmente osservando la berberina all’interno del sistema digerente. (25)

I ricercatori hanno citato uno studio che mostrava che la berberina non sopprime i ceppi probiotici salutari nei gruppi lactobacillus e bifidobacterium. Questi gruppi comprendono la maggior parte dei ceppi “buoni” che si possono trovare negli integratori con probiotici, nello yogurt e in altri cibi ricchi di probiotici. Essi hanno inoltre evidenziato un altro studio di una bevanda probiotica a base di latte che era in grado di rallentare una serie di sintomi legati al diabete nei topi che consumavano elevate quantità di fruttosio. Sopprimendo i batteri cattivi, la berberina favorisce la crescita dei probiotici.

Riduce l’intensità dell’acne

Uno studio iraniano del 2012 su adolescenti con acne da moderata a grave ha abbassato il loro indice Michaelson di gravità dell’acne del 45% in media in quattro settimane, a confronto di un farmaco placebo. Agli adolescenti è stata somministrata una dose orale quotidiana da 600 mg di estratto di crespino. (33)

Berberina contro metformina: la berberina è il suo sostituto naturale?

Innanzitutto, vogliamo ricordare che questo articolo non intende sostituire una corretta diagnosi e i buoni consigli del vostro medico curante. In secondo luogo, qui sotto elenchiamo una serie di interessanti novità relative alla berberina.

Uno studio del 2008 ha seguito per tre mesi 36 adulti, ai quali era stato diagnosticato di recente il diabete di tipo 2. Ai soggetti è stata assegnata a caso della berberina o della metformina. Entrambi i gruppi hanno mostrato livelli di efficacia simili nell’abbassare i livelli di zucchero. La berberina ha funzionato meglio della metformina per il metabolismo dei grassi. (26)

Nella seconda parte dello stesso studio, sono stati esaminati 48 adulti con un diabete di tipo 2 “scarsamente controllato”. La berberina ha migliorato i livelli di zuccheri nel sangue e quelli di colesterolo oltre che il metabolismo dei grassi. Gli unici effetti collaterali segnalati sono stati alcuni sintomi gastrointestinali temporanei: flatulenze, dolori intestinali, diarrea e costipazione. Non è stato segnalato nessun danno alla funzionalità del fegato o dei reni. (26)

Gli scienziati hanno concluso che la berberina “può essere candidata come nuovo farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2”. Essi hanno evidenziato i suoi bassi costi e la relativa sicurezza a paragone di farmaci tradizionali con effetti simili. Essi hanno inoltre consigliato nuovi studi che abbracciassero una più ampia fetta di pazienti affetti da diabete. (26)

Un’analisi di studi scientifici del 2015 pubblicata dal Journal of Ethnopharmacology ha messo a paragone gli effetti della berberina su pazienti affetti da diabete di tipo 2. I ricercatori hanno osservato 27 test clinici controllati e randomizzati per un totale di 2569 pazienti partecipanti, in studi su placebo. Altri hanno comparato i risultati della berberina rispetto a dei placebo con e senza programmi di esercizio e altri “interventi sullo stile di vita”. Altri ancora, hanno messo a confronto la berberina con farmaci per via orale che abbassano i livelli di zuccheri nel sangue. (27)

I ricercatori hanno concluso che la berberina associata ad interventi sullo stile di vita era più efficace nell’abbassare i livelli di glucosio nel sangue rispetto ai soli interventi sullo stile di vita associati a farmaci placebo. La berberina ha mostrato ulteriori effetti positivi sui livelli di zucchero nel sangue quando associata ad altri farmaci simili. Essi hanno concluso che l’abilità della berberina di abbassare gli zuccheri nel sangue è efficace tanto quanto i trattamenti tradizionali. Essi hanno infine consigliato la berberina per coloro che non possono permettersi l’acquisto di medicinali, al tempo stesso auspicando ulteriori studi per risolvere quesiti ancora senza risposta. (27)

Verdetto: La berberina sembra agire come un’alternativa naturale ai farmaci in grado di abbassare il glucosio come la metformina. Tuttavia ti ricordiamo che è necessario consultarsi sempre con il proprio medico prima di curare qualsiasi malattia con dei nutrienti. I medici hanno tutte le risorse per effettuare diagnosi e test adeguati. Se soffri di patologie complesse o di più malattie, sappi che il tuo medico è dotato di strumenti migliori per aiutarti.

Effetti collaterali di berberina e metformina a confronto

effetti collaterali dei medicinaliEffetti collaterali della metformina

Effetti collaterali comuni

Dal sito Drugs.com: (1)

“I più comuni effetti collaterali segnalati della metformina comprendono: acidosi lattica, diarrea, nausea, nausea e vomito, vomito e flatulenza. Altri effetti collaterali comprendono: astenia e diminuzione del concentrato di siero della vitamina B12”.

Lo stesso sito web consiglia di parlare con il proprio medico se si avvertono i sintomi di cui sopra a seguito dell’assunzione di metformina. Altri effetti collaterali comuni comprendono i crampi muscolari, dolore durante la minzione, dolore o sensazione di disagio allo stomaco, febbre, brividi, sonnolenza e perdita di appetito.

Effetti collaterali meno comuni

Gli effetti collaterali meno comuni della metformina comprendono sudori freddi, ansietà, vertigini, visione offuscata, aumento dei battiti cardiaci o battiti cardiaci irregolari, mal di testa, confusione, farfugliamento nell’eloquio, difficoltà respiratoria, fiacchezza e altro ancora.

Bisogna tenere a mente che la metformina può causare l’acidosi lattica. Casi estremi di acidosi lattica provocata dalla metformina hanno determinato una pressione sanguigna pericolosamente bassa, ipotermia e morte. Alcuni casi estremi sono iniziati con sintomi di minore entità come “malessere, mialgia, affaticamento respiratorio, sonnolenza e dolore addominale.” (1)

La metformina può essere una pessima idea se si soffre di cirrosi avanzata del fegato perché può innalzare il rischio di acidosi lattica. Sia la metformina che la berberina possono andare bene, o persino fornire benefici se si hanno altre patologie a carico del fegato, ma è assolutamente necessario parlarne col proprio medico. (29)(30)

Uno studio della durata di 13 anni sugli effetti a lungo termine dell’uso di metformina confrontati con un placebo, pubblicato nel 2016, ha rivelato che la carenza di vitamina B12 e l’anemia possono essere effetti collaterali comuni. Le persone con carenza preesistente di vitamina B12 hanno avuto una maggiore probabilità di sviluppare neuropatie periferiche. La dose era di 850 mg due volte al giorno. I pazienti erano stati iscritti in un programma per il diabete. (28)

In uno studio del 2015, i medici hanno organizzato un test di secondo livello multicentro, randomizzato, controllato, a fase aperta con valutazione dei risultati in cieco su pazienti colpiti da infarto con intolleranza al glucosio compromessa. Riguard